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Con polvere interstellare si indica quel complesso di gas e piccole particelle di materia, che occupa lo spazio tra le stelle all'interno delle galassie. Questa polvere non è distribuita uniformemente ma forma vere e proprie nubi, più o meno dense. Questa polvere è composta da silicati, grafite e altri elementi del carbonio. Si ipotizza che la loro formazione sia dovuta all'esplosione di supernove o alla fusione nucleare delle stelle. Queste particelle interagiscono con la luce con l'assorbimento o con la riflessione.
modifica Cenni storiciAncora verso la fine del XIX secolo, una buona parte degli astronomi non riteneva che lo spazio interstellare fosse occupato da materia. Agli inizi del Novecento, invece, dapprima Johannes Franz Hartmann (1865-1936) e successivamente Edward Emerson Barnard (1857-1923) si accorsero della presenza di nubi di gas contenenti al loro interno una grande quantità di particelle polverose. Nel 1942 Bart Jan Bok formulò l'ipotesi che le polveri rappresentassero fasi preliminari delle protostelle.[1] Grazie ai satelliti IRAS e ISO dal 1983 in poi è stato possibile scandagliare il cielo scavalcando l'ostacolo interposto dalla atmosfera. Le indagini nello spettro hanno consentito di rilevare che pochi miliardi di anni dopo il big bang le galassie contenevano grossomodo la stessa quantità di polvere attuale.[2] modifica CaratteristicheLe polvere sembrano essere elementi costituenti le stelle, in quanto grazie alla loro bassa temperatura e alla scarsa energia subiscono l'azione della gravitazione e tendono, grazie all'effetto di essa, ad addensare sempre più materia, fino a quando l'energia gravitazionale si converte in calore al punto da raggiungere valori di temperatura e densità particolari (dette critiche), che consentano all'idrogeno di fondersi in elio e alla fine di questi fenomeni e reazioni può nascere e derivare una stella.[3] Nella Via Lattea le nubi di polvere sono annidate lungo i margini interni dei bracci a spirale e la loro presenza riduce la luce stellare.[4] La percentuale di polvere nella materia interstellare oscilla fra l'uno e il due per cento, mentre il dieci per cento della massa della galassia è costituito da spazio interstellare.[5] Per quanto riguarda le dimensioni e le caratteristiche, gli studi svolti hanno rilevato che le particelle più grandi delle polvere hanno le stesse dimensioni di quelle del fumo di sigaretta. Si possono distinguere tre tipi di particelle costituenti la polvere interstellare :
Una delle ipotesi formulate dagli astronomi è che la polvere interstellare fosse assente ai primordi (15 milardi di anni fa) e che solo dopo 5 miliardi di anni dopo (quando si placò la tempesta di supernove), attorno alle giganti rosse si formarono paricelle di silicati che si ghiacciarono per il freddo e si accumularono nelle nubi. Secondo gli studiosi la polvere compie per ben 50 volte un ciclo di trasformazione lungo 100 milioni di anni prima di estinguersi. Le fasi della polvere si possono sintetizzare come segue:[6]
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